Egregio Professore Valori,
Egregio Presidente del Consiglio D’Alema,
Egregio Direttore Generale Frattasi,
Egregio Ambasciatore Vattani,
Egregio Professore Arlacchi,
Egregio Professore Diliberto,
Signore e Signori, Amici,
Buon pomeriggio a tutti! È un grande piacere incontrarvi in questo splendido Museo per discutere i 55 anni delle relazioni diplomatiche sino-italiane e l’ordine internazionale dopo gli 80 anni della fondazione delle Nazioni Unite. A nome dell'Ambasciata, porgo un caloroso benvenuto a tutti gli ospiti presenti e ringrazio tutti gli amici che da tempo sostengono lo sviluppo dei rapporti sino-italiani. Un sentito ringraziamento alla Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica per il suo prezioso supporto all’evento di oggi.
In 55 anni di relazioni diplomatiche, indipendentemente dai mutamenti dello scenario internazionale, Cina e Italia hanno mantenuto fiducia reciproca e stretta cooperazione, dando vita a un esempio di cooperazione vantaggiosa tra Paesi con sistemi politici, contesti culturali e livelli di sviluppo diversi. Le nostre relazioni hanno radici profonde, e attraverso la coltivazione costante hanno dato frutti abbondanti.
In primo luogo, la fiducia strategica continua a rafforzarsi. Le frequenti visite reciproche tra i leader dei nostri due Paesi forniscono una guida strategica allo sviluppo delle relazioni sino-italiane. Sin dall'anno scorso, il Presidente Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente del Senato Ignazio La Russa hanno effettuato con successo visite in Cina. Il partenariato strategico globale tra Cina e Italia ha percorso vent'anni di sviluppo glorioso. Oggi, i meccanismi di cooperazione come il Comitato Governativo, la Commissione Economica Mista, la Settimana della Scienza, della Tecnologia e dell'Innovazione, e il meccanismo di cooperazione culturale stanno portando notevoli risultati.
In secondo luogo, la cooperazione reciprocamente vantaggiosa ha conosciuto un salto di qualità. Il volume degli scambi bilaterali è passato da 120 milioni di dollari a 72,54 miliardi nel 2024, con un incremento di oltre 600 volte. Oggi la Cina è il più grande partner commerciale dell'Italia in Asia. La nostra cooperazione copre dall'aerospazio al mare, fino alla vita quotidiana della gente comune: la sonda Chang'e-6 è atterrata sulla Luna con la tecnologia italiana, il lancio di successo del satellite per il monitoraggio elettromagnetico Zhangheng-1 è frutto di una collaborazione scientifica bilaterale, la nave da crociera "Adora Magic City" ha integrato componenti "made in Italy", i prodotti agroalimentari italiani arricchiscono i tavoli da pranzo dei cinesi e i prodotti high-tech "made in China" sono molto apprezzati dai consumatori italiani.
In terzo luogo, i legami culturali si sono ulteriormente rafforzati. L'amicizia tra Cina e Italia è radicata nella storia e continua a rinnovarsi con lo spirito di Marco Polo. All'inizio dello stabilimento delle relazioni diplomatiche, tra Cina e Italia non esistevano voli diretti, invece oggi operano circa 90 voli diretti ogni settimana. L'Italia è diventata una delle destinazioni europee più amate dai turisti cinesi. Ci sono circa 30.000 studenti cinesi in Italia che è il più grande gruppo di studenti stranieri nel Paese. Sono stati stipulati 90 gemellaggi tra regioni e città dei nostri Paesi, e i siti del Patrimonio Mondiale UNESCO di Cina e di Italia si incrementano a vicenda, promuovendo scambi e cooperazioni proficui.
In quarto luogo, il coordinamento sul teatro multilaterale è sempre più stretto. In quanto membro fondatore dell'UE, negli ultimi 50 anni, l'Italia ha svolto un ruolo positivo nello sviluppo delle relazioni Cina-UE. Cina e Italia mantengono uno stretto coordinamento in sede ONU, G20 e in altri fori multilaterali, considerando le rispettive preoccupazioni e tutelando interessi comuni. Portando alle spalle le responsabilità, abbiamo contribuito insieme ad affrontare le sfide globali, a salvaguardare la pace e la stabilità mondiale, e promuovere lo sviluppo e la prosperità globale.
Signore, signori e cari amici,
Quest'anno ricorrono l'80º anniversario della fondazione delle Nazioni Unite e l'80º anniversario della vittoria nella Guerra di Resistenza del Popolo Cinese contro l'aggressione giapponese e nella Guerra Mondiale Antifascista. La lunga Guerra di Resistenza del Popolo Cinese, durata 14 anni, rappresenta una parte importante e il fronte principale in Oriente della lotta antifascista globale. Con audacia e immensi sacrifici, i militari e i civili cinesi hanno sconfitto il militarismo giapponese. Sul campo di battaglia europeo, il popolo italiano ha difeso la giustizia a costo della sangue e della vita. I nostri contributi alla vittoria nella Seconda Guerra Mondiale sono stati fondamentali. Le Nazioni Unite sono nate da queste dolorose esperienze, traendo le lezioni dalla guerra. In 80 anni, le Nazioni Unite hanno rappresentato le aspirazioni comuni di tutti i popoli sulla pianeta, alla pace duratura e alla prosperità condivisa, i quali hanno assistito al glorioso corso dell'unità, della cooperazione e del perseguimento per il progresso della comunità internazionale. L’ONU ha svolto un ruolo insostituibile e fondamentale nel mantenimento dell'ordine internazionale e della pace mondiale.
Ricordiamo che solo mantenendo vivo lo spirito originario, possiamo aprire nuovi orizzonti. Il mondo di oggi è in rapido mutamento, segnato da crescenti tensioni geopolitiche e crisi multiple, e i fattori di instabilità e incertezza sono aumentati significativamente. È più che mai necessario tornare allo spirito fondativo delle Nazioni Unite. L’unica via d’uscita è rafforzare il multilateralismo autentico e costruire un sistema di governance globale più equo e ragionevole. A questo proposito, desidero condividere alcune considerazioni:
Primo, Cina e Italia devono essere custodi congiunti della pace e della sicurezza. Le tragiche lezioni della Seconda Guerra Mondiale sono ancora vive. È essenziale opporsi al ritorno dell'egemonia e della legge della giungla. Dobbiamo promuovere il rispetto reciproco della sovranità e dell'integrità territoriale, adottare un concetto di sicurezza comune, globale, cooperativa e sostenibile, per risolvere le controversie tra i Paesi in modo pacifico con il dialogo e la consultazione, e favorire insieme la via dello sviluppo pacifico. Dobbiamo sostenere il vero multilateralismo, opporsi alla mentalità della Guerra Fredda e al confronto tra blocchi, e difendere il sistema internazionale con l'ONU al centro e l'ordine internazionale basato sul diritto internazionale.
A questo proposito, desidero sottolineare in particolare che il ritorno di Taiwan alla Cina è parte integrante dei risultati della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale e dell'ordine internazionale del dopoguerra. La Risoluzione N.2758, approvata a stragrande maggioranza dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1971, ha risolto in modo definitivo la questione della rappresentanza della Cina, compresa Taiwan, presso l'ONU. Il principio di sovranità è il pilastro della Carta delle Nazioni Unite: rispettare la sovranità e l'integrità territoriale degli Stati significa sostenere la piena riunificazione della Cina e opporsi a qualsiasi forma di "indipendenza di Taiwan".
Secondo, Cina e Italia devono essere promotrici dello sviluppo comune. Oggi, il protezionismo commerciale e la guerra dei dazi si intensificano, gli squilibri globali si aggravano, le sfide legate al cambiamento climatico si complicano e l'attuazione dell'agenda per lo sviluppo sostenibile è in grave ritardo. E quindi è di fondamentale importanza difendere la giusta direzione della globalizzazione economica, respingere unilateralismo e protezionismo, e tutelare il sistema commerciale multilaterale con l’Organizzazione Mondiale del Commercio al centro. Dobbiamo sostenere il concetto di sviluppo caratterizzato dai benefici universali e dall’inclusività, promuovere la libera circolazione di idee, tecnologie e persone, aderire all’intelligenza per il bene e garantire che i benefici dell'innovazione siano condivisi da tutti i membri del "villaggio globale". Occorre anche promuovere la transizione verde, affrontare il cambiamento climatico e tutelare la biodiversità, per proteggere nei migliori modi il nostro pianeta.
Terzo, Cina e Italia devono essere esempi di dialogo tra le civiltà. In un mondo complesso e incerto, il valore della civiltà è più che mai centrale. Il dialogo tra le civiltà è indispensabile e essenziale in questo momento storico. Recentemente, le Nazioni Unite hanno celebrato la prima Giornata Internazionale del Dialogo tra le Civiltà, che riflette il desiderio di tutti i popoli. In quanto rappresentanti illustri delle civiltà orientale e occidentale, Cina e Italia devono promuovere il rispetto dei modelli di sviluppo e i sistemi sociali scelti indipendentemente dai propri popoli, incoraggiare il dialogo paritario e l’apprendimento reciproco tra diverse civiltà, rifiutare i conflitti di civiltà, opporsi all'ingerenza negli affari interni, e dare l’esempio per la diversità delle civiltà mondiali.
Signore, signori e cari amici,
il Presidente Xi Jinping ha proposto tre importanti iniziative globali: quella per lo sviluppo, per la sicurezza e per la civiltà, offrendo soluzioni cinesi per affrontare le sfide globali e costruire un mondo migliore. Da questa nuova partenza storica, la Cina è pronta a collaborare con l'Italia per ampliare le prospettive di cooperazione, contribuire insieme a un sistema di governance globale più equo e razionale, e dare maggiori contributi alla pace, alla stabilità e alla prosperità nel mondo.
Grazie a tutti!












