
L’11 dicembre 2025, l’Incaricato d’Affari ad interim dell’Ambasciata Cinese in Italia, Ministro Consigliere Li Xiaoyong ha partecipato e pronunciato un discorso a Napoli al convegno “Dalla povertà allo sviluppo: l'esperienza cinese e le sfide globali”. Sono intervenuti l'eurodeputato On. Danilo Della Valle, il presidente dell’VIII Municipalità di Napoli Nicola Nardella, il presidente dell’Istituto OBOR Michele De Gasperis, Professoressa Daniele Caruso e Professore Fabio Parenti. Di seguito il testo integrale del discorso dell' Incaricato d’Affari ad interim dell’Ambasciata Cinese Li Xiaoyong:
Signore, signori e cari amici,
È un grande piacere venire a Napoli.Questa città riunisce storia, cultura, paesaggi, gastronomia e calcio, gode di grande fama nel mondo ed è una delle destinazioni più desiderate dai turisti cinesi. Nel 2019, durante la visita di Stato del Presidente Xi Jinping in Italia, egli incontrò l’allora Presidente della Camera dei deputati On. Roberto Fico, con il quale raggiunse i consensi importanti sullo sviluppo delle relazioni bilaterali e sul rafforzamento degli scambi istituzionali. Di recente, l’On. Fico è stato eletto Presidente della Regione Campania, auspico che, sotto la sua guida, lo sviluppo socio-economico della Regione e la cooperazione con la Cina compiano nuovi progressi.
Il Presidente Xi Jinping ha affermato che “soddisfare il desiderio del popolo per una vita migliore è nostro obiettivo di lavoro.” Cina e Italia hanno sistemi sociali e condizioni nazionali molto diversi, ma condividono la stessa aspirazione nel perseguire lo sviluppo e il benessere dei propri popoli. Riunirci oggi, in questa terra piena di vitalità, per discutere questo tema importante come riduzione della povertà e sviluppo. Colgo quindi l’occasione per condividere con gli amici italiani l’esperienza della Cina.
Eliminare la povertà è un sogno che il popolo cinese ha perseguito da decoli, ed è anche l’obiettivo a cui il Partito Comunista Cinese si è dedicato con determinazione. Nel 1949, al momento della fondazione della Nuova Cina, il reddito nazionale pro capite era di soli 27 dollari e lamaggioranza della popolazione viveva in condizioni di estrema povertà. Dalla politica di riforma e apertura nell’anno 1978, e in particolare dal XVIII Congresso Nazionale del PCC nell’anno 2012, sotto la leadership del Comitato Centrale con il Presidente Xi Jinping al suo nucleo, la Cina ha combattuto e vinto la più grande, più intensa e più estesa lotta contro la povertà nella storia umana. Infatti, dal 2012 alla fine del 2020, in soli otto anni, quasi 100 milioni di persone sono uscite dalla povertà, con una media annua di oltre 12 milioni di persone, pari a quella di uno Stato di dimensioni medie. Il PIL pro capite è cresciuto da 6.300 a 10.400 dollari, con un incremento medio annuo dell’8,1%. Dal 1978 al 2021, la Cina ha fatto uscire dalla povertà, in totale, di più 800 milioni di persone, pari a più del 70% della riduzione della povertà nel mondo nello stesso periodo,e realizzando con dieci anni di anticipo l’obiettivo previsto dall’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile che si tratta di un risultato che rimarrà inciso nella storia dell’umanità.
Questo straordinario traguardo segna anche il compimento del primo obiettivo centenario della cina per costruire una società moderatamente prospera in ogni aspetto. Abbiamo così esplorato un percorso di riduzione della povertà con caratteristiche cinesi, le cui esperienze chiavi possono essere riassunti in quattro aspetti.
Primo: una leadership forte e coesa.
Sotto la guida del PCC, è stato creato un sistema verticale di gestione della povertà, dal governo centrale fino ai governi locali. La lotta alla povertà è stata integrata nei sistemi di valutazione dei funzionari e meritocrazia amministrativa, massimizzando così la capacità di direttiva politica, organizzazione delle forte umane ed esecuzione in concetto.
Secondo: porre sempre il popolo al centro.
In Cina i governi e funzionari di ogni livello hanno lavorato instancabilmente per trovare soluzioni delle esigenze più urgenti della popolazione e per migliorare le condizioni di vita. Nel 2020 il tasso dell’istruzione obbligatoria nei territori appena usciti dalla povertà ha raggiunto il 94,8%. Oltre il 99% delle persone rurali a basso reddito e di quelle uscite dalla povertà è coperto da assicurazione sanitaria.Tutti i comuni e i villaggi, anche i più remoti, sono oggi collegati da strade asfaltate e sono coperti dalla rete di telecomunicazione di 4G. Sono stati risolti i problemi di accesso all’acqua potabile per 28,89 milioni di persone.
Terzo: il sostegno mirato ai poveri.
In Cina diciamo che “se non ci manca la volontà, le soluzioni non mancano mai”, in Italia invece si dice volere è potere. Crediamo che si possono eliminare le radici della povertà solo attraverso lo sviluppo, valorizzando le peculiarità di ogni area e promuovendo industrie locali come l’agricoltura biologica, il turismo rurale e la mobilità del lavoro ecc. Questo ha permesso di passare dall’assistenzialismo alla capacità autonoma di sviluppo, garantendo che chi esce dalla povertà non ci ricada.
Quarto: la mobilitazione di tutte le forze sociali.
L’intero Paese, partito, popolo e società ha combattuto insieme in questa battaglia. In oltre otto anni, più di 1.500 funzionari impegnati nell’alleviamento della povertà hanno sacrificato la propria vita sul campo, lavorando nelle zone più remote. Abbiamo rafforzato la cooperazione tra la parte costiera e la parte dell’interland della Cina, favorendo il trasferimento di risorse umane, finanziarie e tecnologiche verso le aree piùpovere. Dal 1992 il Ministero degli Esteri cinese ha assistito le contee di Jinping e Malipo, nella provincia di Yunnan, sostenendo la coltivazione di tè e della medicina tradizionale cinese, per promuovere la crescita economica e l'uscita dalla povertà.
Signore e signori, cari amici,
Dopo aver raggiunto il primo obiettivo centenario, la Cina sta avanzando verso il secondo: quello di costruire entro il 2049 un grande Paese socialista moderno. Di recente si è conclusa con successo la Quarta Sessione Plenaria del XX Comitato Centrale del PCC, durante la quale sono state esaminate e approvate le Proposte per il quindicesimo Piano Quinquennale di sviluppo economico e sociale. L’elaborazione di piani di medio-lungo periodo è una modalità con cui il Partito governa il Paese, e rappresenta uno dei vantaggi istituzionali della Cina nella capacità di concentrare risorse e perseguire una visione coerente nel tempo.
Il documento è stato preparato nell’arco di oltre otto mesi: i leader cinesi e il gruppo di redazione sono andati a livello locale, svolto ricerche, incontrato rappresentanti di vari settori e raccolto più di tre milioni di contributi dalla popolazione attraverso piattaforme online, di cui oltre 1.500 proposte rilevanti. Questo processo di stesura è un vivido esempio della democrazia del popolo in tutte le sue fasi.
E quindi, durante il periodo del “Quindicesimo Piano Quinquennale”, la Cina perseguirà obiettivi significativi nello sviluppo di alta qualità, il progresso sostanziale di autonomia scientifica e tecnologica, nuovi progressi nelle riforme complessive, un miglioramento sensibile del livello culturale e civile della società, un costante innalzamento della qualità della vita, nuovi progressi ecologici, quello di costruire una“Bella Cina”e una difesa della sicurezza nazionale più solida. Per raggiungere tali obiettivi, il Piano prevede dodici strategie fondamentali, tra cui la costruzione di un moderno sistema industriale e il rafforzamento dell’economia reale, coprendo in modo completo tutti i settori dello sviluppo socio-economico .
Con piena fiducia, puntiamo a ottenere questi risultati nei prossimi cinque anni e, su questa base, entro il 2035 innalzare significativamente la forza economica, tecnologica del Paese, così come la sua influenza internazionale. Contiamo anche di raggiungere il PIL pro capite equivalente a un Paese mediamente sviluppato e garantire al popolo cinese una vita ancora più felice, realizzando in sostanza la modernizzazione socialista.
Signore e signori, cari amici,
Il nuovo percorso della modernizzazione con caratteristiche cinesi aprirà nuove opportunità per la cooperazione tra Cina e Italia. La Cina sta accelerando la costruzione di un moderno sistema industriale e il volume dei consumi nella nostra economia continuerà a crescere. La classe media cinese composta da oltre 400 milioni di persone, continuerà a espandersi. Questo enorme mercato offrirà un ampio spazio al “Made in Italy” e darà nuove possibilità alle imprese italiane soprattutto del settore della meccanica, del design creativo, della biomedicina e dell’intelligenza artificiale ecc. Il mese scorso, il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione internazionale, On. Maria Tripodi, ha guidato oltre 100 aziende italiane alla China International Import Expo. La Cina accoglie con favore sempre di più le imprese italiane di partecipare la CIIE, la Fiera del Commercio dei Servizi, la Fiera dei Consumatori e la Fiera delle Catene Industriali ecc.
A settembre, il Presidente Xi Jinping ha annunciato un nuovo obiettivo di contributi determinati a livello nazionale al vertice delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, dichiarando che entro il 2035 la capacità di energia eolica e solare cinese raggiungerà i 3,6 miliardi di kilowatt. L’Italia ha messo la transizione verde come priorità nazionale, mentre la Ragione di Campania gode di abbondanza solare e ampi spazi, possiede condizioni ideali per fotovoltaico, agrivoltaico e idrogeno verde, oltre i porti di straordinario valore strategico. Lo scorso anno, la tredicesima settimana Cina-Italia della scienza, della tecnologia e dell’innovazione si è aperta proprio qui, a Napoli, con risultati molto impressionanti.
Quest’anno riccore il cinquantacinquesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia. La Cina è pronta a collaborare con il governo centrale e le autorità territoriali italiane per rafforzare lo scambio di esperienze di governance e approfondire la cooperazione pratica in vari settori, promuovendo così un ulteriore sviluppo delle relazioni bilaterali. Desidero ringraziare tutti isignore e signori presenti per il loro sostegno alle relazioni tra i nostri due Paesi e auguro che continuate a contribuire all’amicizia sino-italiana.