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Articolo dell'Ambasciatore Jia Guide al Milano Finanza: La Cina va contro il protezionismo mostrando apertura e cooperazione con gli altri Stati
2025-05-07 22:41

Il 7 maggio, l'Ambasciatore Jia Guide ha rilasciato un articolo firmato al Milano Finanza. Pubblichiamo qui di seguito il testo integrale:

Negli ultimi tempi, gli Stati Uniti hanno imposto cosiddetti "dazi reciproci" ai loro partner commerciali globali. Questo è un esempio tipico di unilateralismo, protezionismo ed egemonia economica, che danneggia gravemente i legittimi diritti e interessi di altri Paesi, gettando un'ombra su un'economia mondiale già in fase di ripresa debole, e ha suscitato una forte opposizione da parte della comunità internazionale.

Di fronte al ricatto commerciale degli Stati Uniti, la Cina non arretrerà e continuerà a difendere con fermezza i propri interessi di sviluppo, salvaguardando con determinazione l'equità e la giustizia internazionale. Il commercio internazionale, nella sua essenza, si basa sulla divisione del lavoro e sull’apertura dei mercati, mirando alla complementarità dei vantaggi e al mutuo beneficio, non a un mero calcolo di chi guadagna o perde, né tanto meno a uno strumento per interessi egoistici. Gli Stati Uniti, in quanto prima economia mondiale, hanno a lungo tratto grandi benefici dal libero scambio, in particolare nel settore dei servizi ad alto valore aggiunto, dove detengono una posizione monopolistica globale. Eppure oggi usano i dazi come merce di scambio per estorcere concessioni agli altri Paesi. Storicamente, per mantenere la propria egemonia economica, gli USA hanno duramente colpito le imprese giapponesi di semiconduttori e smantellato con la forza la francese Alstom, causando enormi perdite economiche e industriali nei Paesi coinvolti. Oggi, di fronte alla minaccia dei dazi statunitensi, persino l’Unione Europea ha proposto l’eliminazione reciproca dei dazi su automobili e beni industriali, ma ha ricevuto un netto rifiuto e richieste ancora più elevate da parte degli Stati Uniti. La storia e la realtà dimostrano che piegarsi all’egemonia è come bere veleno per placare la sete: non fa che incoraggiare i bulli. La Cina non si sottomette agli Stati Uniti: solo così si possono tutelare gli interessi del popolo, opporsi ai soprusi dell’egemonia e difendere i principi di giustizia nel mondo. Questo è il dovere che compete a una grande nazione responsabile. Questa guerra dei dazi è stata avviata dagli Stati Uniti; se vogliono negoziare, devono farlo con partner commerciali su basi di uguaglianza, rispetto e reciprocità. Se invece scelgono di continuare con la massima pressione, la Cina è pronta a combattere fino in fondo.

Contro la corrente protezionista, la Cina sceglie fermamente l’apertura e promuove lo sviluppo insieme alla comunità internazionale. Nell’era della globalizzazione economica, gli interessi dei Paesi sono sempre più interconnessi: costruire muri e separazioni, disaccoppiare le catene industriali, finirà per nuocere a tutti. Dopo l'annuncio della politica tariffaria USA, i mercati azionari, obbligazionari e valutari americani hanno registrato un raro triplice ribasso. Secondo gli ultimi dati del Dipartimento del Commercio statunitense, il PIL del primo trimestre 2025 è diminuito dello 0,3%, ben al di sotto delle aspettative, segnando la prima contrazione in tre anni. Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso le stime di crescita globale per quest’anno e il prossimo. Per il 2025, la crescita dell’UE è prevista allo 0,8%, con l’Italia al solo 0,6%. In questa situazione, la comunità internazionale chiede a gran voce maggiore solidarietà e cooperazione, per salvaguardare un ambiente commerciale aperto, equo e libero. La Cina porterà avanti senza esitazioni la riforma e l’apertura: la porta dell’apertura sarà solo più ampia. Riduciamo le restrizioni all’accesso: nel settore manifatturiero sono state completamente eliminate, e stiamo ampliando le sperimentazioni in telecomunicazioni, sanità ed educazione. Il livello medio dei dazi è stato abbassato al 7,3%, vicino alla media dei Paesi sviluppati. Miglioriamo l’ambiente imprenditoriale: organizziamo ogni anno fiere internazionali come la China International Import Expo a Shanghai, la Hainan Consumer Expo e la Fiera dei Servizi a Pechino, offrendo piattaforme estese alle imprese globali per entrare nel mercato cinese. Il numero delle zone di libero scambio in Cina ha raggiunto le 22, offrendo vantaggi come dazi zero, aliquote ridotte e sistemi fiscali semplificati. La Cina continuerà a condividere i benefici del proprio sviluppo con il mondo, rafforzando la cooperazione per promuovere una ripresa economica globale sostenibile.

Seguendo la tendenza della globalizzazione, la cooperazione tra Cina ed Europa, nonché tra Cina e Italia, ha prospettive brillanti. L’Europa è anch’essa sostenitrice e beneficiaria della globalizzazione economica e del sistema commerciale multilaterale. Come ha detto la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, gli Stati Uniti rappresentano solo il 13% del commercio mondiale: l’obiettivo dell’UE è commerciare con il restante 87%. La Cina, con oltre 1,4 miliardi di abitanti, il più grande gruppo di reddito medio al mondo e oltre 180 milioni di imprese, è il secondo mercato di consumo globale ed è sempre stata un importante partner commerciale per l’UE. Il PIL combinato di Cina ed Europa rappresenta quasi il 40% del totale mondiale, e il volume del commercio bilaterale supera un quarto del commercio globale. Il "Made in Italy" è apprezzato in tutto il mondo ed è sinonimo di alta qualità: elicotteri, auto, yacht, robot industriali, così come moda, pelletteria, arredamento, vini e caffè sono molto amati dai consumatori e dalle aziende cinesi. L’Italia è anche una potenza culturale: arte, musica e cinema italiani sono molto popolari in Cina. La Cina è disposta ad aumentare le importazioni di prodotti italiani di qualità, accoglie con favore le imprese italiane che investono in Cina e incoraggia le imprese cinesi a investire in Italia. La Cina è pronta a collaborare con l’UE e con l’Italia per mantenere l’apertura e la cooperazione, scrivere insieme un nuovo capitolo di reciproco beneficio e vantaggio condiviso.


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