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Intervista dell'Ambasciatore Jia Guide al Relazioninternazionali-tribuna
2025-03-28 18:51

Il 28 marzo, l'Ambasciatore Jia Guide ha rilasciato un'intervista al Relazioninternazionali-tribuna. Pubblichiamo qui di seguito il testo integrale:

1.Ambasciatore, si è da poco conclusa la Festa di Primavera, riconosciuta dallUnesco come Patrimonio Culturale Immateriale dellUmanità. Ci spiega come viene concepita la ricorrenza dal popolo cinese?

Ambasciatore Jia Guide: La Festa di Primavera è una delle festività tradizionali cinesi più importanti, che incarna il desiderio delle persone di riunirsi con la famiglia e di vivere una vita felice, nonché le semplici aspirazioni perché il Paese prosperi e il popolo viva e lavori in pace e serenità. Allo stesso tempo, la “pace nel mondo” e l’“armonia tra tutti gli Stati” rappresentano importanti idee della cultura tradizionale cinese e, nel contesto attuale caratterizzato da una situazione internazionale turbolenta, la pace mondiale, l’armonia e la concordia sono anche le aspettative comuni a 1,4 miliardi di cinesi per il nuovo anno.

Quest’anno, nel periodo della Festa di Primavera, l’Ambasciata cinese in Italia ha tenuto un ricevimento per celebrare il nuovo anno e anche le comunità cinesi hanno organizzato in diverse località, tra cui Roma, Milano, Firenze e Napoli ecc, vivaci festeggiamenti che hanno registrato un’ampia partecipazione e sono stati accolti con entusiasmo da amici italiani. Cina e Italia sono entrambe antiche civiltà che hanno ereditato la cultura della “famiglia” ed è aspirazione comune dei popoli di entrambi i Paesi costruire la propria “piccola famiglia” e proteggere la “grande famiglia” rappresentata dal proprio Paese e perfino dal nostro pianeta. Spero che, nell’Anno del Serpente, i popoli di Cina e Italia continuino a conoscersi e rispettarsi reciprocamente, promuovano gli scambi e l’apprendimento reciproco tra le civiltà e diano un contributo positivo alla pace e alla stabilità mondiali.

2.Italia-Cina, il 2024 è stato un anno intenso per le relazioni fra i nostri due Paesi. Quali passaggi salienti sono avvenuti nella cooperazione economica?

Amb. Jia: Nel 2024 è stato celebrato il ventesimo anniversario dell’istituzione del Partenariato strategico globale tra Cina e Italia e le relazioni bilaterali hanno mostrato uno slancio per un rapido sviluppo. Il presidente Mattarella e la presidente del Consiglio Meloni hanno effettuato visite in Cina, i due governi hanno emanato un Piano d’azione triennale per rafforzare il partenariato strategico globale e numerosi leader e delegazioni ministeriali cinesi hanno visitato l’Italia. Inoltre, si sono svolti con successo molti colloqui istituzionali, tra cui il Comitato misto sulla cooperazione economica, la Settimana della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione, il Forum Culturale e il Dialogo tra i rettori delle università, dando nuovo impulso alla cooperazione e agli scambi tra i due Paesi in diversi settori.

La cooperazione economica e commerciale è sempre stata l’impulso e il motore delle relazioni sino-italiane. Nel 2024, il volume degli scambi commerciali bilaterali ha raggiunto i 72,465 miliardi di dollari, superando per quattro anni consecutivi i 70 miliardi di dollari. Inoltre, è entrata in funzione la prima nave da crociera di grandi dimensioni costruita congiuntamente dai due Paesi, è stato ufficialmente inaugurato a Shanghai, il Parco Industriale Cina-Italia per l’Innovazione e la Cooperazione, sono proseguiti senza intoppi gli investimenti e l’insediamento in Cina della fabbrica di un’azienda italiana di semiconduttori e imprese di entrambe le parti hanno raggiunto una serie di intenti di cooperazione nel campo delle energie pulite. I fatti hanno ampiamente dimostrato che tra Cina e Italia ci sono una forte complementarità economica e molti interessi comuni e che un approfondimento della cooperazione può portare vantaggi reciproci e risultati proficui per entrambe le parti.

L’attuale crescita economica mondiale è lenta e in alcuni Paesi dilagano l’unilateralismo e il protezionismo. L’apertura porta progresso, mentre la chiusura porta arretratezza. Cina e Italia, essendo importanti economie mondiali, sono promotrici attive e beneficiarie della globalizzazione economica. La Cina intende collaborare con l’Italia per continuare ad approfondire la cooperazione pragmatica con atteggiamento aperto, espandere il commercio bilaterale e gli investimenti bidirezionali e, cogliendo le opportunità offerte dal 55esimo anniversario relazioni diplomatiche, che ricorre quest’anno, promuovere la cooperazione sino-italiana, per ottenere nuovi risultati e lavorare insieme per dare un contributo utile alla prosperità e allo sviluppo dell’economia mondiale.

3. Il premier Li Qiang aveva dichiarato che, nel 2024, lobiet­tivo di crescita economica era fissato intorno al 5%. E' stato raggiunto l'obiettivo e quali sono le prospettive per il 2025?

Amb. Jia:Nel 2024, di fronte a un contesto interno e internazionale complesso, l’economia cinese ha mantenuto uno sviluppo di alta qualità, ottenendo ottimi risultati. Il Pil ha superato i 130 trilioni di yuan, pari a una crescita del 5% su base annua, l’economia si è confermata la seconda del mondo, il tasso di crescita si è classificato tra i migliori tra le principali economie mondiali e il contributo alla crescita economica mondiale dovrebbe attestarsi intorno al 30%. In particolare, bisogna notare che l’innovazione scientifica e tecnologica è diventata un importante motore per lo sviluppo di nuove forze produttive cinesi di qualità, infatti il Global Innovation Index della Cina è balzato all’undicesimo posto e un gran numero di aziende di intelligenza artificiale, cloud computing, big data e nuove energie stanno iniettando costante vitalità nello sviluppo economico del Paese.

Nonostante nel 2025 persisteranno gli effetti negativi dovuti all’ambiente esterno, le basi economiche cinesi sono stabili, la sua resilienza è forte, il potenziale è grande e i fondamentali positivi a lungo termine non sono cambiati. Il governo cinese ha introdotto un pacchetto di politiche incrementali per stimolare ulteriormente i consumi e gli investimenti, rafforzando la fiducia della comunità internazionale nello sviluppo della Cina. I trend positivi della stabilità economica e del progresso cinese continueranno a infondere stabilità e a fornire una fonte di energia per la ripresa economica mondiale.

4.Il 2024 è stato l'anno delle riforme così come annunciato dal Governo cinese?

Amb. Jia: Il presidente Xi Jinping ha sottolineato che la riforma e l’apertura rappresentano un importante asso nella manica per il Partito Comunista Cinese e per il popolo cinese per stare al passo con i tempi. A luglio dello scorso anno, il Terzo Plenum del XX Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha proposto oltre trecento provvedimenti di riforma, che hanno coinvolto ogni aspetto dell’economia, della politica, della cultura, della società e della civiltà ecologica, con una portata senza precedenti. Il Partito Comunista Cinese mantiene sempre la parola e le promesse, quindi attuerà con determinazione le misure di riforma e promuoverà con fermezza la modernizzazione in stile cinese.

Anche le porte della Cina si apriranno sempre più. Dal 2024, il governo cinese ha ridotto a 29 il numero di misure restrittive nella lista negativa nazionale per l’accesso agli investimenti esteri, ha eliminato le restrizioni agli investimenti esteri nel settore manifatturiero, ha implementato pienamente il trattamento nazionale per le imprese straniere, sta costantemente promuovendo l’apertura del settore dei servizi e l’espansione di progetti pilota di apertura nei settori delle telecomunicazioni, dell’assistenza medica e dell’istruzione. Non molto tempo fa, il governo cinese ha pubblicato il “Piano d’azione 2025 per stabilizzare gli investimenti esteri”, presentando venti misure specifiche in quattro ambiti, cioè l’espansione ordinata dell’apertura indipendente, l’aumento del livello di promozione degli investimenti, il miglioramento delle prestazioni delle piattaforme aperte e l’incremento delle garanzie nei servizi, intensificando ulteriormente gli sforzi per attrarre e servire gli investimenti esteri. Il nuovo sviluppo cinese rappresenta una grande opportunità per il mondo e il suo mercato di grandi dimensioni, composto da oltre 1,4 miliardi di persone, continuerà a generare una domanda enorme. Intendiamo collaborare con tutti i Paesi, Italia compresa, per esplorare le prospettive di cooperazione e condividere i dividendi dello sviluppo.

5.Risparmio energetico e riduzione delle emissioni di gas serra, a che punto è la Cina?

Amb. Jia:La Cina ha sempre attribuito grande importanza allo sviluppo verde e ha aderito al concetto di sviluppo secondo cui “le acque limpide e le montagne verdi sono risorse inestimabili”, ottenendo importanti risultati nella trasformazione verde. Dall’inizio di questo secolo la Cina ha contribuito per il 25% alle nuove aree verdi mondiali, nel 2024 la capacità totale di generazione di energia eolica e solare installata ha raggiunto 1,28 miliardi di kilowatt, rappresentando oltre la metà della nuova capacità energie rinnovabili installata a livello mondiale, e le emissioni di anidride carbonica per unità di Pil sono diminuite di oltre il 50% rispetto al 2005.

Cinque anni fa, la Cina si è impegnata solennemente nei confronti della comunità internazionale a raggiungere il picco delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030 e la neutralità carbonica entro il 2060. In base agli obiettivi annunciati dai vari Paesi, per passare dal picco delle emissioni alla neutralità carbonica, l’Unione europea impiegherà 71 anni, gli Stati Uniti 43 anni e l’Italia 45 anni, mentre la Cina si è posta l’obiettivo di riuscirci in appena 30 anni. Questo significa che la Cina, essendo il maggiore Paese in via di sviluppo del mondo, otterrà la più alta riduzione dell’intensità delle emissioni e raggiungerà la neutralità carbonica dal picco di emissioni nel più breve tempo nella storia mondiale.

Il cambiamento climatico è una sfida comune che la comunità internazionale deve affrontare insieme. La Cina è stata tra i primi Paesi firmatari della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e anche tra i primi a firmare e ratificare l’Accordo di Parigi. A differenza di alcuni Paesi che “rompono gli accordi e si ritirano dai gruppi”, la Cina intende collaborare con tutti i Paesi, compresa l’Italia, per seguire gli obiettivi e i principi della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e dell’Accordo di Parigi, praticare un vero multilateralismo e proteggere la nostra casa comune con uno sviluppo verde.

6.Che cosa ci può dire sui veicoli elettrici? Come la Cina e lItalia possono rafforzare cooperazione ulteriore in questo settore?

Amb. Jia: Guidata dal concetto di sviluppo verde del governo cinese, negli ultimi anni l’industria cinese dei veicoli elettrici ha mantenuto un vigoroso sviluppo. Dall’approvvigionamento di materie prime essenziali, come litio e cobalto, alla produzione di componenti fondamentali, come batterie e motori, fino alla produzione e vendita di veicoli completi, la Cina ha creato un ecosistema industriale completo ed efficiente. L’acquisto e l’utilizzo di veicoli elettrici sono diventati una priorità per i cinesi. Alla fine del 2024, in Cina il tasso di penetrazione al dettaglio dei veicoli elettrici ha raggiunto il 52,3%, superando per molti mesi consecutivi i veicoli a carburante tradizionale.

Purtroppo, alcuni Paesi e i media hanno enfatizzato i cosiddetti “sussidi” e la questione della “sovracapacità” e l’Unione europea ha insistito nell’imporre dazi elevati sui veicoli elettrici cinesi, che è una tipica pratica protezionistica. Il rapido sviluppo dell’industria cinese dei veicoli elettrici si basa sull’innovazione tecnologica, su un perfetto sistema di produzione e catena di approvvigionamento e su una piena concorrenza di mercato, facendo affidamento sulle competenze reali più che sui cosiddetti “sussidi”. Anche l’argomentazione relativa alla “sovracapacità” è insostenibile. Che ogni Paese esporti prodotti in cui ha vantaggi comparati è il principio fondamentale del commercio internazionale. Nel 2024, le esportazioni di veicoli elettrici cinesi hanno rappresentato solo il 10% della produzione totale, mentre l’80% della produzione automobilistica tedesca e il 25% di quella degli Stati Uniti sono stati esportati: dovremmo accusare di sovracapacità anche questi Paesi?

L’Italia è una potenza dell’industria automobilistica europea e ci sono ampie prospettive di cooperazione tra Cina e Italia nel settore dei veicoli elettrici. La Cina spera che l’Italia mantenga una posizione obiettiva ed equa, svolga un ruolo costruttivo nel risolvere prima possibile in modo adeguato le tensioni economiche e commerciali tra Cina e Ue e aumenti la fiducia e la motivazione delle aziende cinesi di veicoli elettrici a investire in Italia e in Europa.


https://relazioninternazionali-tribuna.com/wp-content/uploads/2025/03/Relazioni_internazionali_CINA2025.pdf

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